Bibliographic Information Testimone dattilosacritto attestante la poesia In padella.
Si compone di una carta e presenta alcuni interventi correttori autografi realizzati a penna dall'autore.
Centro Apice Fondo Cattafi, Serie 5, UA 7, sottofascicolo 2 DATTILOSCRITTO 2Testimone dattilosacritto attestante una redazione della poesia In padella.
Si compone di una carta e non presenta interventi autoriali.
Il conponimento In padella è attestato da due testimoni manoscritti e appartiene alla selezione di poesie che, sebbene afferenti alla stagione poetica di L'Osso, l'anima, Bartolo Cattafi decide do non pubblicare.
La poesia è pubblicata da Marco Caporali su "Arsenale", II, 7-8, 1986, pp. 17-19, insieme a Stazione.
Il testo è stato pubblicato da Paolo Maccari nel 2003 in appendice a Spalle al muso. La poesia di Bartolo Cattafi, volume edito per Società Editrice Fiorentina e da Diego Bertelli, nel 2023, nell'edizione da lui curata di Tutte le poesie edita per Le Lettere.
Qui per la prima volta lo si pubblica in edizione critico-genetica e con un apparato di note nel quale sono discusse le varianti testuali.
Il manoscritto è attualmente custodito presso il Centro Apice, nel Fondo Cattafi, Serie 5, UA 7, all'interno del sottofascicolo 2.
Il manoscritto è particolarmente interessante per la complessa stratificazione testuale che attesta.
Il DATTILOSCRITTO 1 attesta una prima stesura della poesia (txt_0) e una serie di interventi autoriali realizzati a penna blu che si concentrano sui vv. 8 e 9 e che definiscono un successivo momento dell'elaborazione poetica (txt_1.
L'ultimo stadio della stesura di In padella, già risultante dalla stratificazione delle correzione del Dattiloscrutto 1, è attestato in pulito dal Dattiloscritto 2, nel quale possiamo dunque riscontrare una terza e ultima testualità (txt_3)
Il manoscritto non è datato.
Published by Alba Castello.
Università di Palermo 2024Diffusione interna
La trascrizione è in linea con le indicazione della TEI (P5) ed è conforme alla sintassi XML.
Il modello di marcatura dell’edizione digitale, è basato sulla TEI P5 adattato alle esigenze delle presente edizione.
Si è scelto di codificare le campagne correttorie cercando di volta in volta di esplicitare tramite l’uso di attributi le motivazioni della correzione e la stratificazione.
Si è scelto di non adoperare una lezione di testo base, e dunque non adoperare l'elemetno lem, ma soltanto l'elemento rdg. In tal modo tutte le varianti sono poste su uno stesso piano. Tale scelta è motivata anche dal fatto che si tratta di testi non pubblicati dall'autore, tra i quali dunque non è riscontrabile un testo dato alle stampe.
L'elemento witness non è adoperato per esprimere testualità in sé concluse o di senso compiuto ma, al contrario, soprattutto nel caso in cui in un unico supporto materiale siano distinguibili più testualità differenti, esso esprime un momento del movimento della scrittura e della evoluzione della materia poetica.
Per tale ragione, se nel secondo dattilopscritto, nel quale non si riscontrano interventi correttivi, è stata rintratìcciata un'unica testualità (txt_2az, nel secondo dattiloscritto proprio la presenza di interventi correttori realizzati a penna dall'autore ha permesso di individuare due diversi momenti del processo creativo e di distinguere tra due diverse testiualità (Txt_0e txt_1
Gli elementi volti a rappresentare il movimento del testo sono prevalentemente add e del di volta in volta definiti tramite l’attributo @place con i valori inline, above, below, superscript, margin e subscript; @type con i valori grafic, orthographic; @cause con i valori unclear.






Textual Notes 



